L'archiviazione è un argomento decisamente cruciale nell'informatica e, considerato il legame indissolubile di quest'ultima con la fotografia, coinvolge ed interessa tutti quelli che fanno click. Che sia su un mouse o su una fotocamera.

La semplice archiviazione non garantisce la protezione dei dati, e potrebbe portare a spiacevoli conseguenze, come la perdita di foto dei nostri momenti indimenticabili oppure a devastanti conseguenze, come la perdita di un servizio fotografico matrimoniale da parte di un professionista.

La soluzione "cloud", oggigiorno onnipresente e, diciamolo, davvero comoda, potrebbe non essere la risposta per due motivi fondamentali:

  • Privacy: per quanto i dati possano essere sicuri e inaccessibili anche alle stesse aziende fornitrici del servizio, si tratta pur sempre delle MIE foto (o, per i professionisti, di quelle dei clienti) e vorrei mantenerne il controllo e la proprietà esclusiva. Oltretutto sicuramente ritraggono anche altri soggetti, della cui privacy sono responsabile in prima persona.
  • Connessione internet e dimensione dei dati: nell'epoca iper-ultra-mega-pixel, fra foto e video la quantità di terabytes (ormai i gigabytes sono unità di misura del passato) è aumentata esponenzialmente e questo pone un grosso problema all'archiviazione in cloud, soprattutto per quanto riguarda i tempi di caricamento. Facciamo un esempio: con una connessione ADSL, che normalmente ha una banda in upload massima di 1mbit/s, eseguire il backup di una scheda da 16GB impiegherebbe circa due giorni e mezzo, durante i quali la navigazione internet risulterebbe fortemente rallentata. Per il professionista invece la questione è molto più critica: un servizio fotografico matrimoniale occupa circa 100GB (!), con ADSL sarebbe improponibile visto che parliamo di circa 15 giorni :-), con una connessione in fibra con upload di 20 mega sarebbero comunque necessari quasi un paio di giorni. Tutti i calcoli sono stati fatti considerando le velocità massime delle varie connessioni, che purtroppo raramente corrispondono a quelle reali. E se qualcosa andasse storto durante questi lunghissimi caricamenti? Non avremmo una copia. Assolutamente inaccettabile.

Abbiamo quindi bisogno di una soluzione che permetta: privacy, controllo sui file e backup eseguiti su rete locale ad alta velocità.

La soluzione: il NAS (Network Attached Storage).

Fortunatamente (per noi) il NAS non è più uno strumento costoso ed ostico da configurare ed utilizzare, appannaggio esclusivo delle reti aziendali con personale esperto, ma è diventato un apparecchio piccolo e discreto che oltre ad assolvere ai compiti sopra citati offre delle funzionalità avanzate molto interessanti:

  • Un punto unico di archiviazione e condivisione: in casa o in ufficio accediamo ai dati da diversi dispositivi: computer, notebook, tablet, smartphone. Non dovremo più chiederci "dov'è quel file....?". E' li, al sicuro e disponibile a tutti oppure agli utenti a cui desideriamo abilitarne l'accesso.
  • Creazione di un "cloud" privato: i file sono miei, a casa mia, ma ci accedo anche quando sono fuori tramite app oppure browser web.
  • Funzionalità multimediali avanzate, con audio e video in streaming su tutti i dispositivi, oppure, se il NAS ne è dotato,  collegato direttamente in HDMI al televisore del salotto per goderci le foto comodamente seduti sul divano
  • Funzionalità di rete: tutti i migliori modelli hanno moduli aggiuntivi, gratuiti, molto utili: Download Station, Videosorveglianza, Server Web. La lista è lunghissima.

I consigli pratici per la scelta del NAS giusto

Come ogni cosa, non esiste quella "giusta", ma esiste quella giusta "per te", che sarà il risultato di queste considerazioni:

  1. Quale marca? Le aziende che producono NAS sono proliferate, ma quelle che producono apparecchi davvero eccellenti per le necessità a partire dall'uso casalingo fino a quello professionale, a mio avviso, sono due: Qnap e Synology. Entrambe hanno una gamma di prodotti per ogni esigenza, con sistemi operativi al tempo stesso semplici per il meno esperto e potentissimi per i più esigenti.
  2. Quanti alloggiamenti?  Il numero di alloggiamenti è una scelta cruciale (anche sul prezzo) e rappresenta quanti Hard Disk possono essere inseriti nel nostro NAS, ma è fondamentale, imperativo, tassativo che vengano configurati in modo tale da offrire ridondanza, cioè continuità di funzionamento anche in caso di rottura di uno (o più) Hard Disk. Per rendere possibile questa robustezza, vengono utilizzati i livelli RAID, che in estrema sintesi sono raggruppamenti logici di volumi fisici. I livelli utilizzabili in un sistema NAS sono molti, ma i più comuni (adatti forse alla quasi totalità delle necessità) che offrono ridondanza sono:
    - RAID 1 - Mirroring - Il più semplice, in quanto utilizza due dischi per avere una copia speculare dei dati su entrambi. I dati vengono scritti e letti parallelamente, quindi se uno dei due dischi dovesse rompersi, sull'altro ci sarebbe l'esatta copia. Unico livello utilizzabile su un NAS a 2 alloggiamenti, rappresenta la soluzione più semplice al "costo" del 50% della capacità totale dei dischi. Installando infatti, ad esempio, due Hard Disk da 4TB, avremmo uno spazio utilizzabile di 4TB (e non 8TB......)
    - RAID 5 - Parità distribuita a livello di blocco - Disponibile solo avendo a disposizione NAS con 3 o più alloggiamenti, permette di avere ridondanza dei dati e un minor "overhead" cioè perdita di spazio utilizzabile per ottenere la ridondanza. Questa perdita, a differenza della configurazione RAID1 è data da n-1, dove n è il numero dei dischi rigidi installati. Un esempio spiega in maniera più immediata: installando 4 Hard Disk da 4TB ciascuno avremmo uno spazio utilizzabile di 12TB (4HD-1). Se avessimo un NAS con 8 alloggiamenti, installando 8 Hard DIsk da 4TB avremmo una capacità di 28TB (8HD-1). Il RAID 5 sopravvive alla rottura di UN SOLO DISCO. Quest'ultimo andrebbe immediatamente sostituito e il sistema operativo del NAS provvederebbe a ripristinare il volume.
    - RAID 6 - Doppia parità distribuita a livello di blocco - Concettualmente simile al RAID 5, ha la caratteristica di "sopravvivere" alla rottura di DUE DISCHI. Può sembrare una esagerazione (possibile che due dischi si possano rompere...?) ma è molto importante in volumi composti da molti dischi (diciamo a partire da 8 HD) in quanto essendo maggiore il numero dei dischi, è maggiore la possibilità di un doppio guasto. La perdita di spazio disponibile è data dalla formula n-2. Esempio: un bel NAS con 16 alloggiamenti popolati con dischi da 4TB avrebbe uno spazio utilizzabile di 56TB (16HD-2). Su volumi composti da molti dischi, la perdita dello spazio di un secondo HD pesa di meno, ma offre molta più serenità e affidabilità.
  3. Di quanto spazio ho bisogno? E qui la risposta sarebbe "infinito". E' come avere un garage più grande.... entro breve lo riempirai di cianfrusaglie. E poi ti servirà un garage più grande.... Ma per evitare traumi al portafogli, dovremmo pensare alle nostre necessità da oggi ad almeno 3-4 anni, per evitare di dovere sostituire a breve i dischi o l'intero NAS. Cerchiamo di analizzare qualche situazione tipo:
    - Fino a 6TB di spazio utilizzabile: NAS a 2 alloggiamenti con 2 HD fino a 6TB ciascuno. Soluzione più semplice ed economica.
    - FIno a 9TB di spazio utilizzabile: NAS a 4 alloggiamenti con 4 HD da 3TB ciasciuno in RAID 5
    - Fino a 12TB di spazio utilizzabile: NAS a 4 alloggiamenti con 4 HD da 4TB ciasciuno in RAID 5
    - FIno a 20TB di spazio utilizzabile: NAS a 6 alloggiamenti con 6 HD da 4TB ciasciuno in RAID 5
    - FIno a 30TB di spazio utilizzabile: NAS a 6 alloggiamenti con 6 HD da 6TB ciasciuno in RAID 5
    - Oltre i 30TB indica necessità professionali, e quindi andrebbe analizzato il caso specifico.

Dotarsi del NAS giusto significa cominciare col piede giusto. Ma non basta.

La corretta configurazione ed utilizzo sono fondamentali, importanti quanto la qualità di NAS e dischi rigidi. Vi giro con piacere qualche consiglio maturato nei vent'anni di esperienza come sistemista informatico:

  • Avere sempre un piano B. La combinazione di NAS di qualità, dischi configurati correttamente può darti il 99% di tranquillità che i tuoi dati sono e saranno al sicuro. Ma rimane quell'1% a guastar la festa. Cosa fa parte dell'1%? Tutto quello che è improbabile: un furto, uno sbalzo di corrente che distrugge tutto (è capitato....), una cancellazione del virus Cryptolocker di turno e così via. Allora sarebbe opportuno avere una copia su un HD usb esterno (questo per piccoli NAS) oppure di una replica su un altro NAS gemello. In definitiva: i dati sono VERAMENTE al sicuro solo quando risiedono fisicamente in copia su una altro dispositivo. Oltretutto queste operazioni di backup possono essere pianificate, per poi essere solo verificate ad intervalli regolari.
  • Abilitare le funzioni di cestino e versioning dei files. Può capitare una cancellazione accidentale, oppure una modifica non desiderata. Il versioning, se correttamente impostato, ci permette di tornare indietro nel tempo e visualizzare tutte le versioni precedenti dei nostri contenuti. Un salvagente importantissimo, perchè l'errore umano è sempre in agguato.
  • Impostare correttamente gli allarmi. Tutti i moderni NAS hanno funzionalità di notifica via email nel caso in cui si dovesse verificare un problema. Ad esempio, un disco guasto, una ventola che non funziona a dovere, un problema sul file system. Abilitando correttamente le notifiche, potremo intervenire e sostituire immediatamente un disco guasto prima che succeda qualcosa di ben più grave.

Conclusioni

Forse ti ho un po' annoiato ma, credimi, ho cercato di essere davvero sintetico. Parliamo di un argomento molto vasto e complesso, che deve essere cucito come un vestito di Armani sulle necessità dell'utente o dello studio. Spero vivamente che possa risultare utile e migliorare il nostro feeling con la tecnologia. Se ho dimenticato qualcosa oppure alcuni concetti hanno bisogno di un chiarimento, sarei felice di poterti rispondere nei commenti.

Buona archiviazione a tutti.

:-)